IL GIARDINO DEL MONDO

Osservazione, sensorialità,  educazione, rispetto, meraviglia; questo e molto altro ci può essere impartito da un bellissimo prato fiorito. Un giardino in cui il progettista non è l’uomo, ma la natura stessa. Un Giardino in Movimento, come Gilles Clèment definisce quelle aree da lui denominate “friche”, oasi di biodiversità in cui è possibile osservarne la successione ecologica e quindi il susseguirsi di equilibri sempre differenti. Dove prima c’era un papavero, domani potrà esserci una borragine, una festuca od un tarassaco. Non è necessario ricercare specie esotiche o appariscenti, ricercare la perfezione e la geometria. Basta sviluppare nuovi occhi imparando a percepire che nel “selvatico”, c’è già tutto quello che stiamo ricercando.

Le fioriture spontanee, non sono solo belle all’occhio umano, ma divengono anche fondamentale fonte di nutrimento per i pronubi, che ad oggi si trovano in una condizione sempre più precaria. In particolare gli apoidei solitari come le Osmie e le Xylocope, che vedono nelle zone incolte e libere della città, la loro speranza di sopravvivenza. La stessa speranza, è percepita anche da tutta la mesofauna che caratterizza gli ambienti di città, che può trovare in queste aree elementi di passaggio (corridoi ecologici) per i loro spostamenti. Quanti ricci troviamo sempre senza vita ai margini della strada, o quanti rospi (Bufo bufo) ed altri anfibi vengono schiacciati durante i loro attraversamenti? Questi ultimi, in particolare, sono soggetti a veri e propri massacri soprattutto durante le prime migrazioni verso la fine dell’inverno. Tutto ciò potrebbe essere evitato o quanto meno alleviato, cominciando a rispettare anche quello che definiamo più futile.

Per non parlare della funzione alimentare che queste oasi potrebbero corrispondere a chi sa apprezzarle. Infatti, permetterebbero di fare abbuffate di tarassaco, piantaggine, stridoli, ortiche, malve e bardana. Un supermercato all’aria aperta, che oltre a nutrire, saprà divertire ed educare.

Allora, da domani cominciamo a guardare quell’erbaccia con maggiore rispetto e meraviglia abbandonando l’idea del prato inglese e dello sfalcio compulsivo.

Altre specie selvatiche osservabili:

Salvia pratensis L., Lamium maculatum L., Ranunculus bulbosus L., Mentha suaveolens Ehrh., Vicia cracca L. ,Echium vulgare L., Rubus corylifolius L., Eruca vesicaria L., Trifolium L.,Cichorium intybus L., Silene vulgaris  Moench., Pimpinella major L.

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