Diario dell’Orto – Novembre/Dicembre2017

Prima di lasciarci per le feste, vi presentiamo un breve resoconto delle attività svolte negli orti in questi 2 freddi mesi, seppur con curiose anomalie, in preparazione alla prossima primavera. Un’occasione anche per scambiarsi consigli!

NOVEMBRE

Semine
Il mese di novembre, alle nostre latitudini, diventa il termine ultimo per concludere le semine autunno-invernali, in particolare di fave e piselli. Gli orti interessati sono stati l’Orto di Spartaco, l’Orto Abusivo e Orteros, mentre per l’orto a Kirecò punteremo su di una semina pre-primaverile in febbraio. Ricordiamo che queste colture, oltre che a richiedere poche attenzioni e ad essere relativamente produttive (in particolare le fave), hanno la capacità di migliorare la fertilità del terreno grazie alla collaborazione con particolari gruppi di microrganismi. Proprio per queste ragioni, non ci siamo risparmiati nella semina!

Non solo legumi, ma anche anche agli e cipolle sono stati gli ortaggi protagonisti di questo periodo. Per entrambi, la semina avviene attraverso l’interramento dei bulbi, “fusti modificati” che contengono importanti sostanze utili al futuro germoglio per svilupparsi. Il germoglio, produrrà attraverso la fotosintesi, ulteriori sostanze nutritive che consentiranno un ingrandimento del bulbo. Per gli agli, da un singoli spicco si otterrà un bulbo intero. Le semine hanno interessato cipolle rosse, cipolle bianche, scalogno francese (il romagnolo era finito!), aglio bianco, aglio rosa e aglio elefante.

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Ad oggi, si intravedono già i primi germogli!

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-Preparazione della compostiera
E’ importante, in questo periodo (in realtà sempre), accumulare più biomassa possibile all’interno della compostiera, così da riuscire ad avere già per la primavera una buona quantità di compost-terriccio, da utilizzare nella preparazione dei semenzai. Oltre ai residui naturalmente prodotti dall’orto, a noi piace raccogliere anche i cumuli di foglie che è possibile trovare in giro per la città (ottime anche come pacciamatura!)

Realizzazione della serra
Per facilitare l’attecchimento e la crescita di talee prodotte tra agosto e settembre, può essere strategico avere già per l’inverno un apprestamento per la loro conservazione. E’ oltretutto strategico, per riuscire ad anticipare le semine di specie primaverili-estive sfruttando i primi caldi. Esistono tante tipologie di serre: quella da noi realizzata è una serra tunnel e come avrete potuto vedere già dall’anno scorso, ci piace adottare soluzioni poco costose, ma molto funzionali :). Quest’anno nella realizzazione della serra, un errore ci è costato caro; lasciando diversi elementi non ancora fissati, un forte vento di metà novembre ha completamente devastato la struttura.

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A quel punto, ci siamo rimboccati le maniche ripristinando e completandone ogni elemento. Ora, come potete vedere, la serra sta in piedi ed attende di essere riempita. Mai lasciare i lavori a metà!

 

DICEMBRE

Preparazione della fertilizzazione
Stiamo ovviamente parlando della fertilizzazione organica e quindi dello spandimento nell’orto di letame o di compost. I momenti migliori per lo spandimento di questi prodotti,

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sono quantomeno 2-3 settimane prima della semina o messa a dimora delle piante (solitamente il periodo coincide con l’inizio dell’autunno o la fine di febbraio), in quanto gli elementi nutritivi vengono ceduti lentamente al suolo. Non essendo riusciti a svolgere questa operazione, in questo mese ci dedicheremo alla raccolta del letame e sua miscelazione con materiale “carbonioso” (tipo paglia) così da andarlo a distribuire a febbraio, quando maturo (mai spandere il letame fresco!).

Messa a dimora degli alberi
Il periodo migliore è quello che va da metà novembre, alla seconda metà di dicembre quando le piante di trovano in riposo vegetativo. Questa condizione, le pone in una situazione di minimo metabolico consentendo loro di resistere alle nuove condizioni imposte dal trapianto. Un altro momento indicato è subito prima del risveglio dal riposo vegetativo anticipando le prime piogge primaverili (febbraio-marzo).

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Lavorazioni del terreno
Su questo punto, noi siamo sicuramente i più atipici. In un orto definibile “tradizionale”, è ovvio che si procede alle lavorazioni ogniqualvolta si conclude il ciclo di una coltura, per creare della buone condizioni a quella che seguirà. Queste operazioni di eseguono allora dopo le prime piogge di fine estate, quando il terreno si trova nello stato di “tempera”. Operando su di un orto sinergico, le uniche lavorazioni che andiamo ad esercitare, sono quelle relative alla realizzazione dei cumuli di terra (anche se stiamo cominciando ad integrare la disposizione rialzata, a quella piana). Ormai, facciamo bancali tutto l’anno!

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