Dopo il coronavirus (e durante), un Orto ci salverà

Abbiamo forse osato troppo? Come specie abbiamo invaso ecosistemi, abbiamo alterato equilibri, abbiamo creato disuguaglianze e tensioni sociali e guerre…forse si, abbiamo osato troppo.

Dove abbiamo sbagliato? Probabilmente nella convinzione che questi comportamenti non ci avrebbero riguardato. Spesso ce lo scordiamo eppure è sempre così: in natura tutto è connesso da un’energia sottile che ci avvolge, ci tempra e ci connette. Quest’energia fluisce secondo principi universali che si traducono in quella che è l’esperienza della vita.

Forse abbiamo osato troppo…siamo usciti per troppo tempo da questo fluire generando conseguenze fino ai livelli più immediatamente percettibili della realtà.

Abbiamo alterato la salute degli ecosistemi e con essi la salute degli esseri viventi che li caratterizzano. Abbiamo evidentemente pensato per troppo tempo  di non far parte di queste  dinamiche, ma di poterci allontanare ritenendo l’ingegno umano uno strumento sufficientemente fine da poter acquisire una certa indipendenza.

Eppure non è così ed eventi evidenti sono oggi in grado di ricordarcelo: dalla crisi climatica all’emergenza sanitaria. L’ingegno è un dono meraviglioso e ci consente di acquisire strumenti importanti nell’interazione con la realtà che ci circonda, ma l’ingegno non è padrone di questo universo, tutt’al più ne è una particolare manifestazione.

Lo sviluppo, troppo sulla bocca e nella mente di disillusi e spesso di politicanti è il frutto dell’ego umano e della sua necessità di imporsi su ciò che ritiene di dover dominare, semplicemente perché motore di incertezza o non compreso nella sua complessità.

Perché un Orto ci salverà, a questo punto? Perché l’Orto è la sintesi dell’immenso Natura. E’ un portale attraverso il quale sperimentare moltissime percezioni: da quelle più razionali a quelle più intime. E’ uno spazio di crescita (quella vera!), dove la percezione dei ritmi scandisce la crescita personale con i tempi e le attenzioni che necessita. E’ un luogo dove le persone si incontrano per parlare forse della cosa più importante e più bella…ciò di cui si nutrono. E questa stessa possibilità è nutrimento.

Un Orto stimola le relazioni, quelle relazioni sincere che abbiamo perduto nella nostra frenesia. Una perdita che ci sta costando caro…delle persone che si incontrano per coltivare uno spazio assieme, in realtà stanno coltivando la vita.

Un Orto è conservatore di quella biodiversità che tanto stiamo minacciando. Un corridoio ecologico nella frammentarietà della nostra mente.

In un universo che pare essere indefinito, l’Orto è forse quel frattale che racchiude l’essenziale rappresentativo, che ci può portare ad una riconnessione con l’immenso.

L’Orto potrebbe essere quel luogo che ci permette di osservare il cielo apprezzando il lento tramonto dopo l’estenuante lavoro rivolto al suolo e le sue fatiche. L’Orto è quello spazio che può ospitarci e sostentarci fintanto che non tornerà il sole. Un sole nuovo.

Abbiamo tutti bisogno di un nostro Orto, non ci sono scuse…dobbiamo cercarlo, trovarlo, custodirlo, ascoltarlo…e non lasciarlo più.

Ecco perché dopo il coronavirus un Orto ci salverà…e può aiutarci anche durante.

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