#TecnicismiOrtisotidi sulla Sostanza Organica – Parte 1

Cos’è la sostanza organica? Perché è importante per il pianeta e per il nostro orto?

Primo approfondimento della serie #TecnicismiOrtistoidi (ma non troppo tecnici!) su argomento fondamentale e non banale, che un po’ alla volta approfondiremo dal teorico al più pratico, ovvero l’affascinante e strepitoso universo della sostanza organica cercando di capire cos’è, come conservarla e come arricchirne il nostro suolo!

Vi siete mai chiesti dove vada a finire tutta quella montagna di rifiuti organici che produciamo oppure tutta quella biomassa prodotta da un bosco o da una foresta? Ad un certo punto avviene una trasformazione un mutamento di quelle sostanze che prima erano ordinate in foglie di una chioma, in radici, in rami, nella carcassa di un animale o nelle spoglie degli organismi che abitano il suolo ecc.

In realtà questo processo mutativo ma anche trasmutativo non avviene all’improvviso ma gradatamente…possiede i suoi ritmi come ogni cosa! La dimensione temporale di questo processo dipende da diversi fattori a partire dal tipo di materiale che si decompone, dal tipo di suolo e dalle condizioni climatiche.

Ma cosa succede nello specifico? Prendiamo l’esempio di una foglia che cade a terra: questa è costituita da vari elementi come cellulosa, zuccheri, proteine, pigmenti e sali minerali. Come è facile intendere leggendo questi ingredienti, si tratta di nutrimento! Ma nutrimento per chi?

E’ pappa buona per tutti quegli organismi più o meno visibili che abitano silenziosamente il suolo ma compiono un servizio di pulizia per tutto il pianeta! Pensiamo in primis ai lombrichi, ad insetti terricoli poi tutti i batteri del suolo che lo mantengono vitale, insieme ai funghi, protozoi e altri organismi. Un banchetto in cui ce ne è per tutti! A questo importante lavoro si aggiunge quello delle componenti atmosferiche, quindi basse e alte temperature, radiazione solare, pioggia ecc.

La nostra foglia è quindi stata spezzettata in quelle componenti che la caratterizzano. Queste componenti diverranno parte della biochimica del suolo e potrà subire due differenti destini: uno che è quello della completa mineralizzazione ovvero del passaggio allo stato minerale quindi divenendo componente alimentare di cui le piante possono direttamente nutrirsi, oppure si possono legare con altre componenti presenti nel terreno andando a costituire l’humus, sostanza misteriosa su cui ancora oggi la scienza ha dei dubbi su come effettivamente venga a generarsi.

Ecco, se la parte rapidamente mineralizzata può essere facilmente consumata o persa all’interno del suolo, l’humus invece garantisce una presenza stabile nel terreno (con differenze temporali in funzione della materia organica di partenza) quindi apportando notevoli benefici.

La presenza di sostanza organica stabile nel terreno garantisce una maggior struttura del suolo e conferisce un più equilibrato rapporto tra la macro e la microporosità del terreno che a sua volta garantisce una buona aerazione e maggior contenuto di acqua (allo stesso tempo evitando i ristagni idrici). Questo perché per le sue proprietà elettrostatiche e strutturanti favorisce la formazione dei glomeruli che impediscono al suolo di compattarsi. Inoltre, la sostanza organica agisce anche a livello delle caratteristiche chimiche del terreno esercitando un effetto tampone quindi impedendo brusche variazioni di pH. La sostanza organica è elemento di resilienza per il suolo e tutto l’ecosistema, in quanto capace di fungere da filtro impedendo a sostanze inquinanti di raggiungere falde e corsi idrici. Non dimentichiamoci poi che un suolo ricco di sostanza organica è un suolo ricco di vita (in particolare microbica) e un suolo ricco di vita è un suolo sano che garantisce anche cibo sano.

A proposito di cibo, prima si è parlato della mineralizzazione della sostanza organica e della possibilità da parte delle piante di avere a disposizione sostanze elementari da poter utilizzare come nutrimento. La presenza di sostanza organica stabile favorisce la lenta cessione di sostanze minerali per le piante garantendo un’equilibrata nutrizione nel tempo, quindi anche un adeguato livello di fertilità del terreno.

Inoltre, altro aspetto fondamentale in cui la sostanza organica ci può aiutare è quello della capacità di fissare il carbonio atmosferico (vedi precedente approfondimento sul cippato) che sappiamo essere un gas climalterante quindi contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Le componenti a base di carbonio della nostra foglia caduta a terra sono state infatti inizialmente rimosse dall’atmosfera con il processo di fotosintesi clorofilliana, fissate nei tessuti della foglia, poi attraverso decomposizione ed umificazione sono divenute parte integrante della sostanza organica.

L’agricoltura ad oggi in Europa favorisce per il 10-12% delle emissioni di CO2 in atmosfera in particolare attraverso il gas metano (allevamenti) e protossido di azoto (cambio d’uso del suolo). Secondo l’IPCC (l’International Panel on Climate Change), l’agricoltura grazie all’organicazione del carbonio atmosferico quindi poi suo stoccaggio nel terreno avrebbe il potenziale di captare 5-6 Gt di CO2 entro il 2030 (l’89% di questo carbonio sequestrato può avvenire anche solo attraverso una migliore gestione dei terreni agricoli). 

Ecco allora perché è importante mantenere adeguati livelli di sostanza organica nel terreno sia per migliorare le prestazioni del nostro orto ma anche per diminuire la quantità di carbonio in atmosfera che ad oggi ammonta a quasi 420 parti per milione di CO2.

Purtroppo, nonostante ci sia ormai ampia conoscenza dei benefici dell’humus e della materia organica nei suoli non vi è ancora sufficiente consapevolezza su di una sua corretta gestione. Un quantitativo medio che si può considerare per la quantità di sostanza organica nel suolo è circa del 2%. Con l’intensificarsi dell’agricoltura e a seguito dei cambiamenti climatici che alimentano i processi di desertificazione questi valori stanno sempre più diminuendo.

E’ quindi importante agire con strategie finalizzate alla rigenerazione dei suoli per garantire la sicurezza alimentare e la salute degli agroecosistemi nel tempo.

Fatta questa premessa, e ormai la foglia caduta a terra si è decomposta del tutto, vedremo a brevissimo con la seconda parte di questo approfondimento come gestire al meglio la sostanza organica nel nostro orto e cosa utilizzare per valorizzarla al meglio!

2 commenti su “#TecnicismiOrtisotidi sulla Sostanza Organica – Parte 1

  1. Ciao la butto li. ma perchè non fate un corso anche on line di botanica semplificata per i molti pollinici neri come me e così tirate su un pò di sovvenzioni per fare pi+ù attività? Grazie PS: dove trovo i giorni in cui vi trovate?

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    • Per il momento non è nelle nostre corde, ma nel breve futuro sicuramente qualcosa di formativo/divulgativo lo vogliamo progettare! Le giornate sono quelle delle fughe nell’orto quindi sempre il mercoledì e giovedì pomeriggio (può darsi che con la primavera cambi qualcosa). Sul sito trovi tutti i contatti per contattarci direttamente

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