Resilienza Silenziosa
Ravenna, 9 agosto 2025
L’Orto di Spartaco è una ricchezza di biodiversità, non una giungla da abbattere. L’associazione Ortisti di Strada, che dal 2017 si impegna nello sviluppo di progetti di agricoltura urbana a Ravenna, interviene nel merito della situazione creatasi negli spazi esterni del Centro Sociale Spartaco di via Chiavica Romea, oggetto di recenti polemiche ed interventi da parte delle autorità.
L’intento dell’associazione è quello di sensibilizzare circa l’importanza di avere spazi di biodiversità all’interno dei centri urbani entro i quali può svilupparsi la vita naturale ed attraverso i quali è possibile riconnettersi a se stessi. “Comprendiamo le criticità di quanto sta accadendo negli spazi esterni del centro sociale” –commentano gli Ortisti di Strada – “ma la soluzione non può e non deve essere quella di radere al suolo le aree a verde che qui sono state progettate”.
In particolare, l’associazione fa riferimento alla zona che si trova di fronte al parcheggio dei camper tra il centro sociale e l’ingresso del Parco Teodorico. Spazio realizzato dall’associazione nel 2018 e oggetto di un Patto di Collaborazione col Comune di Ravenna, che negli anni è stato teatro di numerose attività di carattere laboratoriale, sociale, ambientale e artistico.
“Non si tratta di una selva oscura, come da alcuni affermato, ma di uno spazio biodiversificato e progettato secondo criteri funzionali a dare origine ad un ecosistema stabile all’interno del quale vengono valorizzati i differenti strati ecologici (orto, sottobosco, piante da frutto e forestali). La logica è quella del “Terzo Paesaggio”, termine coniato dal paesaggista Gilles Clément, ovvero di un luogo non luogo, una periferia “dimenticata” ma non dimenticata, che continua a vivere ed a svilupparsi anche quando non la osserviamo. Un luogo che deve rimanere intatto nella sua rappresentazione di oasi di pace e connessione sottile con la percezione della vita che cresce”.
Pertanto, secondo l’associazione, le problematiche di carattere sociale che si sono sviluppate attorno a quell’area non possono essere imputate alla presenza di alberi, fiori o di vegetazione solo all’apparenza disorganizzata, che anzi rappresentano una ricchezza per tutta la collettività; quindi la soluzione non può essere la loro demolizione.
Infine, l’associazione invita la cittadinanza a prendere parte alla vita di questo spazio, per divenirne custodi attivi insieme ai volontari di Ortisti di Strada, quindi parte della soluzione. Un invito a sperimentare quella sottile connessione con la vita che cresce e che ci rende consapevoli di essere tutti parte di un grande sistema vivente.